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Manfredonia

Giungendo da Foggia, sin dove il Tavoliere dolcemente digrada lungo le spiagge dell'Adriatico ed hanno inizio le prime appendici del Gargano, s'incontra la città di Manfredonia, schierata sul mare Adriatico al centro dell’omonimo golfo.

La data della sua fondazione risale alla seconda metà del XIII secolo, ma la sua storia più lontana è legata alle glorie di un altro centro urbano che ebbe vita e potenza nella medesima zona: Siponto, i cui ruderi stanno ancora oggi a testimoniare lo splendore della colonia greca e romana, baluardo insuperabile per Slavi, Saraceni, Normanni.

Nel marzo del 1223 fu vittima di un terribile terremoto che la rase al suolo. Alcuni decenni dopo, però, re Manfredi ne ordinò la ricostruzione (1256), la cinse con forti mura e le affidò il proprio nome; gli Angioini conclusero la sua opera con il completamento del perimetro difensivo, rafforzato da una fortezza munita di tre torri angolari cilindriche e di una quadrata che, nel secolo XV sarà poi bastionata dagli Aragonesi.

Dopo la devastazione subita da parte dei Turchi nel 1620, la città ha conosciuto una lunga decadenza, da cui si è ripresa solo nel secondo dopoguerra, quando, con la definitiva bonifica del territorio circostante, ha visto un rapido sviluppo demografico e una rilevante espansione edilizia.

Oggi Manfredonia ha un volto prevalentemente moderno e possiede vari impianti industriali, operanti anche nei settori chimico e meccanico, che la rendono piuttosto atipica rispetto agli altri centri garganici.

Del suo passato conserva alcuni complessi monumentali di notevole interesse: la Cattedrale, eretta dall'arcivescovo Vincenzo Maria Orsini sulle rovine del duomo distrutto dai Turchi; il Castello, fondato da Manfredi e terminato da Carlo I d'Angiò, è oggi sede del Museo Archeologico Nazionale del Gargano, all'interno del quale, insieme ad altri reperti preistorici provenienti da "Coppa Navigata" e "Monte Saraceno", sono conservati numerosi esemplari di stele daune, documenti archeologici unici nel loro genere; la chiesa di San Domenico, in cui sono incorporati l'originario portale ogivale e i resti della cappella della Maddalena.

Alla periferia dell'abitato si trova la Grotta Scaloria, un'importante stazione paleontologica, in cui, accanto a manufatti del paleolitico, sono stati trovati frammenti ossei di venti specie animali, fra cui resti di camoscio, alce, cervo, lince e uro, un antico bovide primitivo.

Poco fuori da Manfredonia la Cattedrale di Santa Maria di Siponto (secoli XI-XII), uno dei più importanti edifici di tipo romanico-orientale della Puglia. Di un’analoga commistione di temi architettonici, che collegavano l’Oriente con l’Italia meridionale, è pure testimone la Chiesa abbaziale di San Leonardo (sec. XII), sulla strada statale per Foggia, nel cui fianco sinistro si apre un ricchissimo portale con gli stipiti e le cornici rivestiti di fantasiosi ornati vegetali e zoomorfi e una lunetta, in cui è scolpito a bassorilievo un Cristo fra due angeli.

Ai limiti della città, si estende una vasta zona umida costituita da un susseguirsi di ambienti diversi: dalle paludi di acqua dolce agli acquitrini, dai prati naturali allagati alle lagune salmastre, che costituiscono un habitat ideale per moltissime specie di uccelli acquatici. Questo universo di arcaico splendore ha il suo inizio sulla riva sinistra del Candelaro con la "riserva naturale Frattarolo" estesa per 275 ettari.

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