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Monte Sant'Angelo

Arrampicandosi su per i tornanti che si avvitano intorno alla misteriosa montagna dell'Arcangelo, si giunge a Monte Sant'Angelo che, su uno sperone del versante meridionale del Promontorio, a 796 metri d'altezza, si erge a dominare il Tavoliere, ad ovest, e la costa adriatica del Golfo di Manfredonia, a sud.

La roccia si cui si adagia è di natura calcarea ed al suo interno si aprono numerose caverne, tra cui quella notissima di San Michele. Con le vicende di questa grotta-chiesa si fonde l'intera storia del paese: secondo la tradizione l'avrebbe consacrata all'Arcangelo, nel 493, Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto. Tuttavia da questa versione dissentono alcuni storici, secondo i quali il tempio sarebbe sorto nella seconda metà del VI secolo su una più antica badia basiliana, nel corso della riorganizzazione politico-religiosa messa in atto dal ducato longobardo di Benevento. Fu appunto in questa occasione che la Chiesa di San Michele venne innalzata alla dignità di santuario nazionale dei Longobardi del Mezzogiorno italiano, divenendo ben presto meta, lungo la "Via Sacra Longobardorum", di quella intensa tradizione di pellegrinaggi ancora oggi viva.

Saccheggiato dai Saraceni e riedificato da Ludovico II, il Santuario, nella seconda metà del X secolo, era già tappa obbligata dei crociati diretti in Terrasanta ed oggetto di venerazione da parte dei condottieri, principi, sovrani, pontefici.

Intorno alla Santa Grotta venne lentamente nascendo il paese. L'esigenza di ricoveri da destinare ai sempre più numerosi pellegrini fece formare le prime "mansioni" che, trasformatesi successivamente in vere e proprie abitazioni, costituirono il primo nucleo urbano. Intorno al X secolo il borgo di Monte Sant'Angelo era, quasi certamente, costituito dal solo quartiere Junno; successivamente i Signori che si avvicendarono a reggere quello che fu definito l'Honor Montis Sancti Angeli impressero i segni storico-artistici più significativi dell'intero Gargano.

Tra i numerosi complessi monumentali del paese, il più suggestivo è sicuramente quello della Basilica Palatina, all'interno della quale è custodita la statua marmorea di San Michele Arcangelo attribuita ad Andrea Sansovino. Poco lontano dall'imponente Campanile di forma ottagonale, fatto costruire nel 1274 da Carlo I d'Angiò, l'ingresso al Santuario si apre attraverso due portali: quello di destra è opera di Simeone di Monte Sant'Angelo (1395), l'altro è solo un’imitazione ottocentesca. Da essi prende avvio la scalinata che giunge sino al portale romanico voluto dal Guiscardo: le sue imposte di bronzo furono fuse a Costantinopoli nel 1076 e sui due battenti vennero ricavati ventiquattro pannelli riproducenti scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, oltre a quella dell'apparizione di San Michele a Lorenzo Maiorano.
Nella parte più interna della chiesa si succedono diversi manufatti artistici di grande pregio: gli stalli scolpiti in noce del coro capitolare, la cappella delle reliquie, l'altare seicentesco consacrato a San Francesco, gli altari di San Pietro, del Crocifisso e, infine, quello dell'Arcangelo.

Poco lontano dalla Basilica, si erge la mole gigantesca ed irregolare del Castello munito di solidissimi bastioni di epoche diverse, tra cui la poderosa Torre dei Giganti. Le più antiche testimonianze storiche sull'edificazione della fortezza risalgono ai tempi di Orso I; poi fu trasformata in carcere dagli Angioini e restaurata, più in là, dagli Aragonesi. Passò di proprietà in proprietà, sino a quando alla fine del '700 Ferdinando IV di Borbone la donò al cardinale Ruffo. Attualmente è proprietà del Comune di Monte Sant’Angelo.

Nel centro monumentale del paese sorge la chiesa di Santa Maria Maggiore, una delle opere romanico-pugliese meglio riuscite. Assai interessante la sua facciata ad arcate cieche su esili lesene ed il portale a baldacchino che poggia su due aquile. L'interno è a tre navate: quelle laterali ad arco acuto sono separate dall'altra mediante pilastri con capitelli istoriati.

Non molto lontano, a sinistra dell'abside della diroccata chiesa San Pietro, la più antica del paese, sorge la cosiddetta Tomba di Rotari, non un sepolcro, come il nome lascerebbe credere, ma quasi sicuramente un battistero che, nei primi anni del XII secolo, fu fatto sopraelevare e coprire con una cupola. Pregevole la fattura del suo portale, costituito con un architrave con bassorilievo riproducente la "Cattura di Gesù", la "Deposizione", le "Marie al Sepolcro", la "Resurrezione".

Tra gli altri monumenti del paese, sono sicuramente degne di nota le chiese di San Benedetto, di Sant'Antonio Abate, di Sant'Apollinare e, infine, l'ex convento di San Francesco, risalente al XIV secolo che, attualmente, ospita il Museo d'arti e tradizioni popolari del Gargano, intitolato a Giovanni Tancredi (demologo di Monte Sant'Angelo), in cui è custodita una ricca documentazione sul folclore del promontorio garganico.

L’affascinante centro storico conserva una struttura urbanistica tipicamente medievale, con un tessuto edilizio costituito in prevalenza da abitazioni unifamiliari, allineate lungo strade ripide e tortuose.

Da Monte Sant’Angelo, per una strada panoramica con belle vedute sul golfo di Manfredonia e il Tavoliere, si possono visitare i resti dell'antica abbazia di Santa Maria di Pulsano (sec. XII), che fu un importante centro di diffusione della cultura monastica benedettina nell’Italia meridionale.

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