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Vieste

Questa città si può, a ragione, definire la capitale e la perla del Gargano. Un borgo medievale, tra i più antichi della Daunia, che si affaccia sul mare: qui ogni pezzo di pietra racchiude episodi di storia.

Collocata giusto al centro di una meravigliosa zona litoranea che si estende per oltre 30 chilometri in un fantastico susseguirsi di scorci tra i più suggestivi di tutto il Mediterraneo: dalle lunghe e larghe spiagge di sabbia dorata alla costa alta e rocciosa, intaccata, qua e la, da piccole insenature che ospitano bianchi arenili; mentre, altrove, l'erosione marina ha dato luogo a pittoresche grotte. Nomi come Baia dei Campi, Cala Sanguinaria, Baia di Vignanotica (per lo più pendente in territorio di Mattinata) hanno reso Vieste celebre in tutto il mondo.

La cittadina, situata su un promontorio roccioso all'estremità orientale del Gargano, consta di un nucleo più antico, sulla rocciosa punta San Francesco, che conserva un aspetto tipicamente medievale, e di una parte moderna che si è sviluppata lungo il litorale, verso le spiagge di San Lorenzo a nord-ovest e di Castello a sud. Nel braccio di mare antistante la punta San Felice si trova l'isolotto di Santa Croce che ospita un faro.

Un primo insediamento, nel luogo attualmente occupato da Vieste, va fatto risalire a un periodo posto fra il X e il VI sec. a.C.; incerta è l'origine del suo nome, che alcuni farebbero derivare dalla presenza di un tempio sacro a Vesta, altri dal nome di Apeneste, che avrebbe avuto in epoca romana. Nei secoli XVI e XVII dovette subire diversi saccheggi da parte di corsari turchi, il più tragico dei quali fu quello del 1554, quando furono deportati 7.000 abitanti e ad alcune centinaia di cittadini fu troncata la testa sulla chianca amara, una lastra calcarea ancora ben visibile nel centro storico.

Altre date vanno tuttavia annotate nella storia di questa città: da essa, nel 1176, salpò il pontefice Alessandro III, quando si recò a Venezia per riappacificarsi con l'imperatore Federico Barbarossa. Qui nell'aprile del 1294, trovò rifugio, in seguito ad una tempesta, papa Celestino V, dopo il rifiuto del seggio pontificio e, quindi, venne arrestato dal governatore di Vieste per ordine del suo successore Bonifacio VIII. Nel 1100 fu istituita da Pasquale II la sede vescovile viestana che durò sino al 1818; ultimo suo prelato fu Domenico Arcaroli, uomo dottissimo, originario di Vico, dove aveva dato vita all'Accademia degli Eccitati.

Questi avvenimenti storici hanno avuto il loro teatro in un complesso architettonico quanto mai suggestivo: il borgo medievale, che, percorso da stretti vicoli e scalinate tra case bianche, sorge su un promontorio roccioso e, in cima ad esso, poco lontano dal Castello, la Basilica, uno dei più antichi esempi di architettura pugliese dell'XI secolo. Essa, rimaneggiata nel '700 ha, tuttavia, conservato ben poco della splendida struttura originaria: all'interno, la statua lignea di Santa Maria di Merino, del XV secolo, venerata da tutti i fedeli del luogo.

Suggestivi risulatano essere anche la chiesa di San Francesco, un antico monastero più volte distrutto dai Turchi, il Castello di Federico II (1240), costruito proprio per far fronte al pericolo rappresentato dai turchi e, sempre nel borgo medievale, il Seggio, edificio con orologio solare, sede del vecchio municipio. Poco lontano, la classica tappa al belvedere di piazzetta delle Ripe, da cui è possibile ammirare uno dei tanti trabucchi, antico strumento di pesca formato da un intreccio di travi e reti.

D'estate il paese pullula di turisti che assediano i tanti negozi posti nella parte "vecchia", tra vicoli, giardini e negozi di artigianato locale che propongono conchiglie, souvenir e ceramiche.

Lungo la costa, invece, si può ammirare il Faraglione di Pizzomunno, un’imponente colonna calcarea che si erge dal mare azzurro. Le rocce che si specchiano nel mare sono un elemento importante del Gargano: l’architello di Cala San Felice, il faraglione di Pizzomunno (un gigantesco monolito staccatosi dalla massa rocciosa costiera, alto circa venti metri, e protagonista di una tenera leggenda d'amore) e quelli della Baia delle Zagare (a Mattinata) sono tre simboli dello sperone di Puglia.

Da Vieste, in barca, si possono visitare le numerose cavità che si aprono lungo la costa nord-orientale dello sperone garganico: la grotta Campana, la grotta di San Nicola, la grotta dell’Abate, la grotta dell’Acqua, la Salata, e tante altre ancora.

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