Indietro
Stampa pagina | Invia pagina per email | Testo piccolo | Testo grande

Il Convento di San Matteo Evangelista

Situato a circa un paio di chilometri ad est di San Marco in Lamis, alle pendici del monte Celano (871 mt), troviamo tra il verde dei carpini e dei frassini l'imponente Convento di San Matteo che sovrasta la Valle dello Starale.

Non si hanno date certe sulla fondazione del santuario, probabilmente fondato dai Longobardi, ma sicuramente l'esistenza di una chiesa e di un ospizio erano cosa certa già dal V-IV secolo. Questo perchè agli inizi del medioevo i pellegrini abruzzesi e molisani che si recavano a Monte Sant'Angelo per visitare la Grotta dell'Arcangelo cercavano rifugio proprio in questa zona, distante solo un giorno di cammino dalla grotta. Altra prova attendibile è la presenza, a meno di un chilometro, delle rovine del Convento di San Nicola che testimonia la fervida affluenza di pellegrini lungo l'antica "Via Sacra Langobardorum".

La prima data certa che troviamo nei documenti è quella del 1007. Certamente il convento fu fondato dai monaci benedettini con il nome di San Giovanni De Lama, quindi fu uno dei primi insediamenti ecclesiastici della Capitanata insieme a pochi altri, ma a differenza di questi ebbe una notevole importanza nell'ambito sociale dell'epoca. Il feudo omonimo era uno dei più grandi insieme a quello di Castelpagano, è grazie alla sua importanza che a valle del convento nacque un sobborgo di pastori che fondarono l'attuale San Marco in Lamis.

Dopo lo splendore, sul convento si abbattè un duro periodo di crisi dovuta al fatto che l'ordine dei benedettini era stato messo in crisi da lotte interne alla chiesa. Partiti i Benedettini, Clemente V, con Bolla del 20 febbraio 1311, affidò il Monastero ai Cistercensi di Santa Maria di Casanova (PE) per poi passare nelle mani di alcuni abati commendatari. Una svolta si ebbe solamente nel 1578 quando l'affidamento del monastero passo nelle mani dei frati Minori Osservanti, con bolla papale del 14 Febbraio 1568, che donarono nuovamente splendore e gloria al convento.

In questo periodo il monastero ricevette una reliquia proveniente dalla cattedrale di Salerno attribuita all'apostolo evangelista Matteo (un dente molare). Questo non fece altro che far aumentare l'afflusso di pellegrini che salivano sul monte Gargano in cerca di quella spiritualità che non si trovava altrove.

Ancora oggi si conservano tradizioni tramandate dall'epoca, come l'unzione con l'olio della lampada vicina alla reliquia. Questo rito viene effettuato il 21 settembre per celebrare la festa di San Matteo. La reliquia è custodita in un reliquario seicentesco completamente d'argento.

Dopo la donazione della reliquia il convento fu noto come Convento di San Matteo anche se ufficialmente il nome canonico resta ancora "Convento di San Giovanni in Lamis".

Negli ultimi secoli il Convento è sempre stato meta di pellegrinaggi, aumentati notevolmente negli ultimi anni dall'afflusso di visitatori diretti alla tomba di San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo, e questo non ha fatto altro che accrescere la notorietà del Convento che si è sviluppato nell'ambito del Parco Nazionale del Gargano.

All’interno del Convento la famosa biblioteca dedicata a "Padre Michelangelo Manicone da Vico", allestita nell'ultimo secolo in alcuni meandri del Convento (una volta adibiti alla rimessa del bestiame), con più di 60.000 volumi, che si attesta tra le più importanti di tutta la Capitanata grazie anche alla sua funzione di museo: all’interno la presenza di un notevole numero di opere d'arte (quadri, statue, simulacri...), la raccolta di antichissime Bibbie e innumerevoli mappe raffiguranti la Capitanata.

Sopra l'altare la statua di San Matteo: è il rifacimento di un Cristo effettuato da un frate verso la fine del '500, il quale gli mise in mano la penna con la quale l'Evangelista scrisse il Vangelo. La statua è completamente realizzata in legno d'olivo garganico e sul libro è riportata la data del 1596.

Sui muri si notano i resti di affreschi medievali, tra i quali vi è la rappresentazione di San Francesco in visita sul Gargano ed i resti di un Giovanni Battista. Lateralmente vi sono degli altari minori di stile barocco realizzati con pietra di Monte Sant'Angelo dedicati a San Giuseppe, all'Immacolata Concezione, a Sant'Antonio da Padova e a San Giovanni Battista, da cui si ha il nome canonico della chiesa.

Al piano superiore, costituito da tre lunghi corridoi, vi sono le stanze che accolgono gli ospiti durante le attività organizzate dal Convento Queste una volta erano le stanze che ospitavano i seminaristi francescani, giacchè il Convento fungeva da seminario. I lunghi corridoi vengono adibiti anche a mostre ed esposizioni data l'ampiezza e la suggestiva caratteristica del luogo.

Un ulteriore gioiello posseduto dal Santuario è l'organo, che si attesta tra i migliori della regione. E’ stato realizzato a Varese, ed inaugurato il 7 settembre 1991, con diversi tipi di legname pregiato: è un vero gioiello di tecnologia avanzata ed oggi, proprio grazie a questo, il Convento ospita numerose rassegne concertistiche.

Gallery