Back
Print page | Send to friend | Smaller font | Bigger font

Mattinata e dintorni

Adagiata sul versante meridionale del promontorio del Gargano, Mattinata sorge su una specie di terrazzo naturale da cui si può ammirare uno splendido paesaggio. Il borgo, circondato da enormi distese di ulivi, è tutto un susseguirsi di case bianche. E’ uno dei pochi posti in Italia, dove la natura è riuscita a fondere monti e colline, valli e pianure, boschi e spiagge.

Clima mite, dolce, saluberrimo. Cielo quasi sempre sereno. Rarissime le nevi, che cadono abbondanti solo sulle balze delle montagne. Fattori tutti che, armonicamente uniti, allettano e invitano ad una dimora riposante in questo luogo di delizie degli antichi Sipontini, che qui venivano a svernare.

Tutto l'agro di Mattinata, salvo alcune zone carsiche e rocciose, dalla parte più alta della montagna alle colline e alla pianura è un ritmo ed una festa di verde, un ondeggiare arboreo di chiome, un profumo penetrante di erbe e di fiori. E' difficile trovare un complesso così armonioso di bellezze rusticane.

Come una bianca perla, racchiusa tra le colline di una lussureggiante macchia mediterranea ed il verde intenso della piana, con i suoi ulivi secolari, Mattinata si distende sino al mare. Vista dall'alto, con le sue case bianche e la loro particolare disposizione, qualche anno fa Mattinata figurava come una bianca farfalla che si libra su due collinette: "Castelluccio" e "Coppa della Madonna" (68 mt.).

Il centro storico del paese presenta tracce delle prime abitazioni, quelle in muratura risalgono alla metà del XVIII secolo. Sono ancora visibili le tipiche costruzioni basse e bianche appartenenti alla cultura contadina, i cosiddetti “pagliai”.

Si inarcano tra gli altri alcuni palazzi storici tra i quali spicca Palazzo Mantuano, oggi sede della biblioteca multimediale comunale, appartenuto a signorotti dell’allora più ricco e culturalmente evoluto comune di Monte Sant’Angelo.

A passeggio tra le piccole e strette vie di questo storico quartiere, risalendo le numerose scalinate in pietra, specie nelle ore serali, si riesce ancora a cogliere le affascinanti e a volte misteriose atmosfere di tempi lontani.

Mattinata, grazie alla varietà e singolarità della sua bellezza è, all’interno del Parco Nazionale del Gargano, un elemento di unico valore naturalistico ed ambientale.

Luminosa per quelle sue candide casette che le conferiscono un esotico aspetto orientale. Il paesaggio intorno alla cittadina è un autentico trionfo della natura garganica: colline, altipiani, valli; dovunque olivi e mandorli, albicocchi, mandarini e aranci che si armonizzano con i colori della vegetazione mediterranea; infine tutto un susseguirsi di spiagge deliziose lambite dall’azzurro intenso di un mare pescosissimo.

Sulle origini di Mattinata esistono teorie che indicano in “Matinum” una possibile città preesistita. Anche il poeta Orazio la menziona in alcune poesie e la descrive come un “paesaggio aprico e fiorito”.

Una leggenda ci narra che proprio sulle sponde dell’antica Matinum sia naufragato il filosofo Archita. Storie narrate di padre in figlio raccontano di un villaggio di pescatori costruito a breve distanza dal mare, distrutto per cause naturali, forse un terremoto o più verosimilmente un maremoto tra il XI e XII secolo. I sopravvissuti si insediarono allora nella zona Apollo, più conosciuta oggi come Junno. Costruirono i primi "pagliai" (con mura in pietra, copertura fatta di legno, frasche e sottili lastre di pietra; in seguito con tegole) dando il via all’attuale nucleo abitativo. L’antico nome del paese era “Apeneste” (citato anche da Tolomeo), che in greco significa “luogo esposto ad est”.

Dalla scomparsa sono sopravvissuti i ruderi di un acquedotto, i resti di una villa romana in località Agnuli ed i molti reperti archeologici conservati nella Collezione del dottor Sansone, insieme a numerosi pezzi relativi al folclore locale. Dal sito di Agnuli (dove oggi insiste il porticciolo turistico) è stata portata alla luce una parte di villa rustica, ovvero un'azienda agricola di epoca romana risalente al I secolo a.C., che ha confermato quanto antica fosse la coltura dell'ulivo e della vite nel territorio mattinatese; qui sono emerse strutture murarie definenti locali per la conservazione dell'olio, del vino, vasche di decantazione e quant'altro necessitava per la trasformazione e la conservazione dei prodotti agricoli.

Oggi è oggetto di ricerca e visita un altro sito archeologico ricadente nel territorio mattinatese: l’antico eremo dei Saraceni, distante solo 3 km dal paese, sull’omonimo monte che sovrasta la piana. Sede di un’importante necropoli del VI secolo a.C., ha restituito una serie di reperti lapidei oggi catalogati ed in esposizione presso il locale Museo Civico, Storico e Archeologico; gli stessi fanno parte di una mostra permanente dal titolo "Le pietre del Gargano". Molto del materiale rinvenuto è esposto anche nella Collezione Sansone, oggi visitabile nell’omonima farmacia, gestita dai familiari del compianto don Matteo Sansone.

Sul versante opposto, a circa 9 km da Mattinata, si innalza Monte Sacro (874 metri), sulla cui sommità una mulattiera consente di raggiungere le imponenti rovine dell’abbazia benedettina della SS. Trinità, fondata intorno al 1058.

Infine, per gli amanti della natura, lo spettacolo della splendida costa, tutta traforata di grotte estremamente suggestive. Un continuo alternarsi di baie: popolata quella di Mattinatella; a “numero chiuso” quella dei Mergoli (meglio conosciuta come baia delle Zagare, dove sorgono i monumentali faraglioni, due maestosi monoliti che pubblicizzano sempre più spesso la “Puglia da cartolina”), il cui accesso è regolato da 30 pass giornalieri, concessi e gestiti dal Comune di Mattinata; privilegiata quella di Vignanotica, per il persistere di una singolare e finissima ghiaia, che rende il riflesso del mare ancor più esclusivo.

Poi le tantissime grotte marine esplorabili solo dal mare, le Ripe Rosse (altissime rocce rosse situate nella zona interna lungo la strada per Vieste), e Tagliata, una splendida località di forte attrazione per la presenza di bacini d’acqua che formano dei piccoli laghetti, qui conosciuti come “cutini”.

Col suo clima mediterraneo, Mattinata è terra di ulivi secolari e di olio extravergine d’oliva di prima qualità. L’autunno è il periodo più adeguato per scoprire i percorsi della tradizione contadina, attraverso gli antichi frantoi sparsi per il paese, e per lasciarsi inebriare dal profumo dell'olio appena prodotto che si percepisce durante il periodo della raccolta delle olive.

Monte Sacro
Monte Saraceno
Villa Agnuli
Musei
Gastronomia
La Chiesa

Gallery